Penso sempre che non ho fatto abbastanza

Penso sempre che non ho fatto abbastanza

PENSO SEMPRE CHE NON HO FATTO ABBASTANZA

La situazione parte già complicata. Sono stata lasciata da un uomo di cui mi sono davvero innamorata e dopo circa 3 mesi una persona che già conoscevo da anni si fa avanti davvero per la prima volta. passa un mese pesante dove l’ex ci ripensa e il mio attuale fidanzato insiste sul farmi prendere una decisione. Dopo vari eventi scelgo di andare avanti e vivere una nuova esperienza con questa persona a cui voglio bene. Andiamo a convivere insieme praticamente da subito. Le cose non sono molto facili. Almeno da parte mia. C’è ancora una specie di fantasma che vive nella mia testa, inoltre i caratteri mio e del mio compagno sono simili e si discute in continuazione. Insomma grandi litigi prima per l’ex, poi un amico comune, ora per un mio amico. Ho capito che sono tutti un po’ dei pretesti. Ciò che vedo è un atteggiamento molto aggressivo e irascibile per ogni piccola cavolata. Reazioni esagerate. Ho capito che è una persona molto insicura e ho saputo che da piccolo ha visto più volte suo padre alzare le mani su sua madre. Io sono una persona nervosa senza un’ infanzia, ma credo di aver imparato a razionalizzare sempre più nei momenti di rabbia. Trovo le sue reazioni spropositate. Mi sono detta di provare a stare zitta ogni volta che sclera per fargli notare le sue reazioni. Ma arrivo sempre al punto di sentirmi triste e non amata come se ogni cosa che faccio non vada bene. Convinta ogni volta di andarmene. Ma poi penso sempre che forse non ho fatto abbastanza. Ma trovo il suo atteggiamento un po’ malato. Lui ci tiene a me e tanto ma sento di non essere felice e ancora torna il fantasma del mio ex. Quasi mi manca. Mi da la sensazione di uno che poi si pente e torna facendo finta di niente. E inoltre, a volte, sembra che mi voglia istigare e si calma e rasserena solo quando cambio umore.

RISPOSTA:

Gentile amica,
tocca decidere. Vogliamo essere crocerossine e/o assistenti sociali?
Se sì, si è già data la risposta che ha chiesto a me.
Se no, allora deve capire che non è vero che viviamo davvero in una valle di lacrime, che siamo condannati alla infelicità perpetua e che tutto siccome deve finire, allora deve essere buio e doloroso.
Non credo alla disperazione a tutti costi. Tant’è vero che buona parte del mio lavoro è con malati gravi…
Insomma, direi che abbiamo diritto all’amore dato ed avuto,alla pazienza data ed avuta,alla comprensione data ed avuta, e a tutto ciò che fa di un’unione, una scommessa da vincere per il futuro quotidiano.
In altre parole, non siamo costretti a stare con chi non ci ama e che non è disposto a cambiare qualcosa del suo mondo, per accucciarsi vicino al nostro…
Io sono per la libertà e non per la sofferenza, addirittura scelta ed imposta.
Auguri.

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