Proverbi

La Psicologia dei Proverbi

L’origine dei detti popolari è legata alla stessa nascita dell’individuo:per questo racchiudono il senso di esperienze elementari,cercando di svelare così l’esistenza di meccanismi immodificabili dell’agire umano.

Vediamo alcuni esempi.

LA DIETA OGNI COSA QUIETA

Il detto popolare in questo caso vuole indurre a tenere a freno gli stravizi alimentari con la morigeratezza e la temperanza. La necessità di non eccedere nel mangiare tende ad aiutare le proprietà terapeutiche dei medicinali. Va da sé che da qualunque cosa sia assunta in eccesso o in modo disordinato non provoca alcun beneficio. Così, il concetto di dieta possiamo estenderlo a tutte le situazioni della vita, anche psicologiche: se le sappiamo sottoporre a un rigoroso controllo, se non ci lasciamo dominare dagli eventi, ma siamo noi a decidere, non potranno che procurarci serenità e chiarezza, prevenendoci molte sofferenze.

NESSUN TRADIMENTO RESTA MAI NASCOSTO

La psicologia, proprio come il detto popolare, insegna che qualunque tradimento, sia verso gli amici, sia verso il partner, provoca sensi di colpa che possono diventare insostenibili. Cosi prima o poi, chi ha approfittato della fiducia degli altri tenderà a confessare ogni cosa per sentirsi più sollevato, o farà di tutto per farsi scoprire e subirne così le conseguenze. Insomma, non c’è scampo: solo la verità e una condotta corretta ci rendono liberi e sereni.

PRESTO E BENE RARO AVVIENE

Il detto sottolinea quanto sia difficile che una cosa fatta in fretta possa riuscire meglio. Ma la saggezza popolare si riferisce anche alla necessità di prendere tempo nelle decisioni importanti della vita e di lasciare maturare le riflessioni, le impressioni, i segnali che abbiamo nella quotidianità. Insomma, impariamo a non mettere fretta nelle cose della vita che ci interessano, o che amiamo o gustiamo.

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

Un proverbio verissimo: quando ci innamoriamo per la prima volta, siamo preda di sconvolgimenti emotivi e subiamo delle trasformazioni così grandi che ne resterà una traccia indelebile in tutte le esperienze sentimentali successive. L’adolescente che avverte un incontrollabile batticuore per la coetanea prova un sentimento nuovo che gli crea imbarazzo e paura. Ma le teorie sulla coppia insegnano che il primo amore, essendo un tirocinio e una sperimentazione delle passioni future non consente la maturità e la lucidità di una scelta ragionata. E pertanto non dovrebbe portare la soluzione definitiva del matrimonio.

OCCHIO NON VEDE CUORE NON DUOLE

La saggezza popolare invita a non dire, in certe occasioni, tutta la verità, perché può essere spiacevole e creare problemi maggiori rispetto a benefici della sincerità. Basta pensare alle bugie “buone” che diciamo ai bambini per evitare lunghe spiegazioni, o quelle del medico al malato terminale, o dette al capoufficio per “legittima difesa”. Ma il proverbio vuol dire di più: si riferisce al poter commettere peccati non gravissimi (come il classico tradimento di una sera), che non si verranno mai a sapere e, dunque, non faranno soffrire nessuno. Un ‘altra interpretazione: è inutile fantasticare, creandosi ansie e timori, su situazioni lontane dal nostro controllo.

IL TEMPO NON ASPETTA NESSUNO

La saggezza popolare in questo caso sottolineava la necessità di avere costantemente presente l’inesorabile passare del tempo e quindi l’importanza del fatto di dedicarsi ad ogni attività con scrupolo, dedizione e soprattutto senza indugio. Bisogna trovare infatti un tempo per il lavoro, un altro per lo svago, un altro per gli affetti, e un altro per migliorare se stessi. Ciò che conta è potersi organizzare e riuscire a conciliare ogni attività con soddisfazione ed equilibrio. Anche la psicologia insegna che non bisogna trascurare gli eventi della vita che in qualche modo possano tornare utili per la nostra serenità e per trovare la giusta misura nella nostra esistenza: coltivare amicizie, avere un hobby, approfondire la propria formazione al lavoro, la cultura personale: tutte attività che comportano un adeguata scansione del tempo a disposizione. Pertanto avere coscienza ed esatta padronanza del proprio tempo utile è gia sinonimo della misura della propria maturità e responsabilità.

CATTIVO FRATELLO NON HA AMICI

Questo proverbio ricorda quanto sia fondamentale da parte dei genitori vigilare sulla formazione dei propri figli: insegnando il rispetto reciproco, la solidarietà la passione per il bene comune. Tutti ideali che se bene frequentati ed esercitati producono la salvaguardia dell’unità della famiglia, l’unione duratura dei fratelli e sorelle, e nel futuro anche il produttivo inserimento in società. Proprio perché, e la saggezza popolare lo sottolinea, chi non riesce a mantenere la dedizione per i propri consanguinei, genitori e fratelli, non potrà mai avere il senso del rispetto per il prossimo e per gli amici, e meno che mai per gli anziani e i più deboli. È nella famiglia, e la psicologia lo insegna, che si sviluppa il germe dell’affettività e della responsabilità. Ed è dalla maturità dei genitori che dipende l’attaccamento e la coesione dei figli, tra loro e verso il padre e la madre.

L’AMORE È CIECO

Questo motto giunto intatto fino a noi, ci ricorda che bisogna diffidare dell’amore travolgente, perché tende ad ignorare quelle che sono le difficoltà ed i contrasti all’interno di una coppia. Gli innamorati, si sa, sono vittime di quello che è l’«effetto alone», e quindi ignorano le caratteristiche negative e gli eventuali difetti della persona amata. Difetti e caratteristiche che poi si evidenziano naturalmente durante il matrimonio, con tutte le conseguenze del caso. La moderna psicologia spinge ad abbandonarsi all’innamoramento, perché produce sensazioni uniche ed irripetibili che esaltano ogni più piccola emozione della vita quotidiana. E può essere quindi un viatico, od una pietra di paragone nei momenti bui, di solitudine o di depressione. Con la consapevolezza però che come tutti gli stati alterati di coscienza, devono consentire di non prendere decisioni immediate e definitive per la propria vita futura. Ma bisogna aspettare il tempo della decantazione e della più meditata consapevolezza, per consentire di meglio valutare i reciproci caratteri, pregi e difetti. Ma poi si sa: nella vita si tende a far sempre gli stessi errori. Però questo è un altro proverbio.

I GENITORI NON SI DISCUTONO, SI AMANO

Questo vecchio proverbio, giunto quasi immodificato fino a noi( da Cicerone), ci ricorda quanto possa essere importante per la nostra vita presente e futura, il rapporto con i propri genitori. La saggezza popolare infatti tende in questo caso ad esplicare una funzione pedagogica, di insegnamento per i giovani, i quali possano così stabilire un modo di vivere utile e fruttuoso con il padre e la madre. Nella giovinezza, è notorio, non si ha l’esperienza per valutare in giusta misura, l’importanza fondamentale che le figure genitoriali ricoprono e ricopriranno negli anni della vita adulta e di quella matura. Quindi anche se vi fossero delle in comprensioni, come sottolinea il proverbio, dovrebbero essere considerate nella giusta luce, perché i genitori hanno una funzione unica e insostituibile nella vita dei figli: funzione che viene compresa nella sua grandezza e nella sua irripetibilità solo quando poi i figli diventeranno poi genitori a loro volta. In psicologia vige il medesimo concetto: bisogna al più presto, se non lo si è fatto mai rivisitare nella sua interezza, il rapporto avuto con i genitori, anche se è stato pessimo, perché costituirà un alinea guida nella vita relazionale futura, ed è il primo elemento che deve essere studiato e risolto per perfezionare al massimo il proprio equilibrio interiore. Quindi il messaggio del proverbio rimane forte e chiaro, amiamo i nostri genitori, perché loro saranno felici, e noi staremo meglio.

IL MEGLIO È NEMICO DEL BENE

La saggezza popolare invitava con questo proverbio a conoscere ed apprezzare il livello delle proprie possibilità e quindi a non sopravvalutare le proprie abitudini e le proprie capacità. In ogni situazione difatti esiste una giusta misura, un limite oltre cui è consigliabile non lanciarsi, per esempio: nei rapporti sociali, in famiglia, sul lavoro, nei sentimenti: è più proficuo sapersi accontentare di ciò che è sufficientemente utile per noi, piuttosto che inseguire una perfezione che potrebbe non solo essere irraggiungibile, ma addirittura pericolosa per le cose buone che già abbiamo.

LE LACRIME ALLEGGERISCONO IL CUORE

Anche questo detto conferma quanto la psicologia moderna abbia profonde radici nella saggezza popolare. Difatti , ogni psicologo consiglia di non trattenere mai le lacrime, in presenza di una forte emozione, perché poi quei sentimenti repressi potrebbero tornare sottoforma di disturbi complessi, tanto da poter scompensare tutta la nostra personalità. Ed allora, se qualcosa turba il nostro umore, che sia gioia o paura, ansia o dolore, tristezza o euforia, lasciamoci commuovere, se ne siamo capaci, e diamo ampio e libero sfogo a queste sensazioni e vedremo che qualche cosa di utile succederà dentro di noi. Questa teoria vale anche per gli uomini i quali si rifiutano di piangere laddove sia necessario, quindi di commuoversi, perché potrebbero apparire deboli o poco virili. Ma, vorrei ricordare, come diceva il poeta che esiste anche la «maschia malinconia» ed allora è preferibile liberarsi di emozioni pericolose per il nostro equilibrio, piuttosto che nascondere un legittimo sollievo per il timore di una brutta figura.

NON SI INSEGNA A NUOTARE AI PESCI

La saggezza popolare ricorda che è meglio tenere a freno ogni sorta di presunzione, perché ci farebbe solo apparire saccenti e ridicoli. Ogni comportamento infatti che tenga conto dell’intelligenza altrui e di quanto sia facile scoprire e misurare realmente le nostre capacità e potenzialità, è destinato a diventare oggetto di scherno e derisioni anche feroci. La presunzione il più delle volte risulta essere una maschera per coprire difetti e debolezze, ma quasi sempre finisce solo con il diventare irritante, attirando nemici e spiacevoli incomprensioni. Sarebbe preferibile invece evitare camuffamenti e tendere a fortificare il proprio carattere e la propria personalità, con un lungo lavoro di introspezione se non con una vera e propria analisi, affinché si possa dare, nella vita di relazione il meglio di se stessi, senza eccessive forzature e senza finzioni di superiorità.

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