Categoria: Il benessere naturale

Il fenomeno”Blu Whale”

Il fenomeno”Blu Whale”

Una riflessione si impone,perchè attiene al nostro lavoro,su questo nuovo e tragico fenomeno del “Blu Whale”ossia del gioco denominato “Balena Blu”o “Balenottera azzurra”.Questo fenomeno si inquadra nei giochi proposti dal web ma che gioco non è perché si tratta piuttosto di una “droga psicologica” che trova impreparati adolescenti,genitori e insegnanti.Si tratta di una droga psicologica in quanto il “gioco” impone la completa sudditanza psicologica dei partecipanti a tutto ciò che viene imposto. Sudditanza che arriva alla coercizione, alla istigazione alla sottomissione totale e infine,terribile a dirsi,al suicidio.Perchè si arriva a tanto?Perchè gli adolescenti sono in una fase delicata della loro formazione e quindi tutto ciò che sembra “gioco” appartenenza ad un gruppo,pur se virtuale,a dipendere da qualche “maestro” o “tutor”,può essere affascinante e/o trascinante.Una volta accettate tutte le regole,con la consegna del silenzio più assoluto(anche questo è elemento pericolosissimo)allora l’adolescente è in balìa completa del “maestro del gioco”.Questo fenomeno nasce in Russia,dalla mente raffinata e criminale di un giovane che però poi è stato arrestato,ma le sue indicazioni sono poi state rilevate da altri criminali che ne hanno ampliato i “codici di gioco” nella speranza anch’essa criminale che la sottomissione totale possa poi portare all’annientamento delle personalità e delle volontà di controllo,e quindi riuscire a conseguire la totale sottomissione.Con tutte le conseguenze che noi persone di esperienza possiamo immaginare.Come si contrasta noi genitori,educatori,insegnanti questo fenomeno?Facciamo una piccola premessa:il mondo è cambiato e anche tanto, ma nulla in verità è cambiato.Anche se i giovani stanno al cellulare oltre l’immaginabile,navigano ore e ore nel web,hanno una conoscenza ed un’autonomia nel settore che noi adulti non possiamo nemmeno immaginare,ebbene tutto il resto è rimasto immutato.I ragazzi hanno bisogno di maestri,hanno bisogno dei genitori,hanno bisogno di tutors:di qualcuno insomma che si prenda cura di loro e li aiuti a crescere e a diventare uomini responsabili e coerenti.Se questo indirizzo non lo trovano in famiglia o a scuola o nei gruppi sociali di loro riferimentro,lo troveranno nel web. E lì si salvi chi può. Storie vecchie che ogni genitore non vuole sentirsi dire,perché troppo impegnati nel lavoro,troppo dedicati a coltivare il proprio mito dell’ eterna giovinezza,a rimpiangere il proprio passato di quando si era figli o più giovani.E così nelle maglie e nelle crepe di una educazione manchevole e /o assente, si insinua il pericolo subdolo e sottomissivo.Droga psicologica per menti non ancora formate e bisognose di aiuto.Solo di aiuto.E chi ha più intelligenza allora l’adoperi,prima che sia troppo tardi.

Cellulare alla guida

Vorrei spendere qualche parola su questo altro allarmante fenomeno degli incidenti stradali per”distrazione”o per “improvvisi malori”.Il più delle volte questi incidenti sono dovuti al cattivo uso dei cellulari,in quanto è talmente incontenibile ed inarrestabile l’uso del cellulare che non possiamo ormai stare neanche un minuto senza vedere chi posta,chi ci risponde,chi ci chiama,etc.E poi nel contempo sopravvalutiamo la nostra capacità di destrezza e di attenzione,perché basta un solo istante,una frazione di secondo e diventiamo autori di incidenti irreparabili,di enormi tragedie,di famiglie trascinate nello sconforto e nella disperazione.Per quale motivo?Perché dipendiamo dal cellulare senza che riusciamo più a difenderci. Io da psicologo devo commentare e condannare questo atteggiamento pericoloso per se stessi, per altri automobilisti e pedoni. E quindi anche se so pure che a breve non si possa fare nulla,perché è entrato nell’uso della nostra vita quotidiana,nel nostro modo di essere, certo non posso rassegnarmi a dirlo.Non posso rassegnarmi a sottolinearlo perché una maggiore attenzione,una maggiore resistenza alla tentazione di stare connessi h.24 e andare “a vedere” e partecipare e commentare,salverebbe vite umane,la nostra stessa vita,la nostra stessa libertà.Si trovi un altro sistema.Amate amiche mie e amici miei cari,predichiamo tanto la salute e il benessere,ci sgoliamo per migliorare la nostra vita e quello che ci resta,e poi?Quando si guida spegnete il cellulare,per favore:vogliamo vivere e bene.I capricci lasciamoli ai bambini.

Efficacia terapeutica della preghiera e della meditazione

La meditazione laica o legata ad una esperienza di fede, la preghiera, possono essere uno strumento che contribuisce a generare benessere, a superare i confini dell’io, dell’individualità, di una malattia che ci affligge.Queste tecniche possono aiutare le persone a stare meglio.

Le pratiche spirituali infatti hanno effetti antistress, rilassanti, aiutano a mettere l’organismo in uno stato di riposo. Spesso lo stress nasce dalla sensazione di non avere qualcuno cui chiedere aiuto; ad esempio se si è affetti da una grave malattia, tale aiuto può venire dalla preghiera, dal senso di appartenenza ad una comunità religiosa, dal senso che la religione dà alla vita ed alla morte.

La preghiera potrebbe come la musica o la pranoterapia, indurre dei meccanismi fisiologici come la vasodilatazione o il rilassamento, che contribuiscono al generale miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti, ancora, potrebbe avere un effetto placebo, indurre benefici sulla salute di chi prega in quanto il credente è convinto che la sua azione porterà risultati positivi. Infatti, oggi è ampiamente dimostrata l’efficacia terapeutica di una nuova corrente di Psicologia Clinica basata sull’utilizzo di meditazione, tecniche di rilassamento e pratiche psico-corporee.

Pregare fa comunque bene, influisce sui percorsi di guarigione dell’individuo. Tali affermazioni sono supportate anche da risultati provenienti da studi condotti da scienziati di tutto il mondo (National Institutes of Healt; National Center for Complementary and Alternative Medicine) sulla relazione che intercorre tra la medicina, la preghiera e la spiritualità; sul rapporto tra mente e corpo e reazioni fisiologiche attivate grazie a pratiche spirituali.

Complessivamente il 57 per cento degli studi condotti su queste tematiche dimostra che la preghiera come pratica spirituale in generale esercita un ruolo positivo nel percorso verso la guarigione, migliora il benessere dell’individuo, riduce i rischi di malattia e offre un sostegno morale. Queste ricerche volte a testare una eventuale relazione tra fede, preghiera e salute si sono svolte su pazienti con problemi cardio-vascolari e su pazienti oncologici. I risultati che scaturiscono da queste ricerche sostengono che chi segue pratiche religiose mantiene la pressione bassa e quindi corre minori rischi di infarto o di altre affezioni cardiovascolari e in generale dimostrerebbero una minore mortalità.

Dati questi interessanti, ma accolti dalla comunità scientifica con grande scetticismo, poco propensa ad interpretare ciò che è ancora scarsamente conosciuto, cioè i meccanismi che sottendono al rapporto tra mente e corpo. Tuttavia si riconosce alle ricerche una validità empirica, ma non scientifica.

Dunque,se si è riconosciuto che meditazione, preghiera possono servire a migliorare le condizioni di vita di un ammalato, allora un medico o uno psicoterapeuta avrebbe il dovere di suggerire al proprio paziente tali pratiche. A mio avviso non vi è nulla di sbagliato nell’incoraggiare il proprio paziente ad affidarsi alle preghiere come fonte di sollievo e di conforto morale in un momento di difficoltà, soprattutto in quelle situazioni in cui le possibilità messe a disposizione dalla medicina sono nulle o limitate.

Inoltre, un dialogo sulla fede può avvicinare maggiormente terapeuta e paziente, accrescere la fiducia nel miglioramento e diminuire il senso di solitudine.Considero la preghiera un elemento di supporto, di conforto, un appoggio, un sostegno, che dal versante clinico aiuta il malato, può avere un’ influenza positiva su quei meccanismi cerebrali ancora in gran parte ignoti, produrre reazioni che aiutano la cura e la guarigione. In tal senso, penso che le terapie che non prevedono ricorso a farmaci, ad interventi chirurgici, come ad esempio preghiera, meditazione, tecniche psico-corporee, vadano affiancate alla medicina tradizionale che di solito tende a rifiutarle ostentando un senso di superiorità che sfocia nella presunzione.

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Sono un uomo di 43 anni sposato da 16. Mia Moglie..

Sono un uomo di 43 anni sposato da 16 . Mia moglie da circa 7 anni mi accusa di non avere abbastanza attenzione per lei e …